Panoramica sui problemi psicologici più comuni
Etichettare e dare un inquadramento patologico ai problemi psicologici non è una priorità per la Terapia Strategica, la quale preferisce concentrarsi sul funzionamento dei meccanismi psicologici "Inceppati" puntando a sbloccarli, piuttosto che su una diagnosi. Cerchiamo però di elencare almeno gli ambiti nei quali l'aiuto di un terapeuta strategico può essere efficace.
Per chi desidera avere una panoramica completa e dettagliata dei disturbi psicologici, su Internet si trova moltissimo materiale, esiste anche un manuale diagnostico ufficiale, chiamato "DSM" ed utilizzato anche in psichiatria, giunto ormai alla edizione 4 riveduta. Per darne unidea si consideri che fa un elenco minuzioso di tutte quelle che sono ritenute patologie, distribuendole in cinque assi per un totale, nell'edizione italiana, di 1032 pagine.
Ho scritto un articolo tempo fa sul tema dell'etichettatura psicopatologica e su quelli che ritengo essere i suoi rischi, pubblicato anche su questo sito nella pagina delle pubblicazioni, area "Il Meridiano Ciclo sulla cura del Disagio Psicologico".
Non ho intenzione di proporre una lista esaustiva, mi interessa soprattutto spiegare i problemi con cui mi confronto più spesso e con i quali la psicoterapia ad indirizzo strategico funziona meglio.
1) Disturbi d'ansia:
Si tratta di problemi che si esprimono di solito con una sensazione di paura e di difficoltà a controllare le proprie reazioni. Tal volta sono presenti anche sintomi viscerali come tachicardia, sudore freddo, respiro affannato, tremore ecc. In questa categoria di problemi possiamo far rientrare:
A) Le fobie specifiche (Paura di stare in luoghi chiusi (claustrofobia) o spazi aperti (Agorafobia), paura di volare, paura di esporsi o parlare in pubblico, ansia da prestazione, Paura di animali, paura dell'altezza, fobia dell'acqua ecc.)
B) "Attacchi di panico", come ormai tutti li conosciamo, che si manifestano con una crisi d'ansia improvvisa e violenta, accompagnata da sintomi fisici di eccessiva attivazione quali: battito cardiaco accelerato, sudore freddo, respiro affannato, sensazione di soffocamento ecc.
C) La paura di aver contratto o essere a rischio di malattie, legata o meno alla tendenza a trovare sul proprio corpo segnali e sintomi che la giustificano
D) La paura di perdere il controllo e fare cose "folli".
2) Problemi legati allo stato dell'umore:
Si manifestano di solito con una sensazione di tristezza eccessiva, impotenza, delusione, scoramento, oppure con una euforia e difficoltà a regolare i propri comportamenti. In questa categoria possiamo includere:
A) La Depressione nelle sue varie forme, da quelle più lievi a quelle più severe, caratterizzata comunque da una disistima nelle proprie possibilità o nelle possibilità che il mondo e gli altri ci offrono;
B) Gli stati di umore cosiddetti "Bipolari" cioè sogetti a continui e bruschi salti, da una euforia eccessiva ad una tristezza disarmante.
3) Disturbi Ossessivo-Compulsivi:
Si tratta di tutti quei casi in cui la persona sente una spinta irrefrenabile a ripetere certi rituali, certi comportamenti, o certi evitamenti. In questa categoria possiamo includere:
A) Compulsioni comportamentali, con il bisogno continuo ed incontrollabile di fare qualcosa (Lavaggi della casa o della persona, rituali "magici" ecc.); controllare continuamente i rubinetti del gas o simili;
B) Bisogno incontrollabile e continuo di evitare il contatto con qualcosa: (Animali, luoghi, persone, colori ecc.)
C) Compulsione continua a ripetere pensieri, formule mentali, rituali di auto-punizione per un errore commesso.
4) Disturbi alimentari:
In questa categoria si possono includere:
A) Spinta irrefrenabile a mangiare ed abbuffarsi (Bulimia);
B) Astinenza forzata dal cibo con tendenza alla perdita eccessiva di peso (Anoressia);
C) Alternanza continua tra digiuni e mega-abbuffate, accompagnata tal volta da sensi di colpa per la propria incapacità a controllarsi (Binge eating);
D) Compulsione continua a mangiare e poi compensare col vomito o altre condotte simili (Vomiting).
5) Dubbi e domande disturbanti
Sono tutti quei casi in cui la persona è continuamente perseguitata da dubbi o domande, sullo stesso tema o anche su temi variabili, al punto da rendere difficile una vita serena. In questa categoria possono rientrare anche le ossessioni sul comportamento degli altri, la sensazione che ci guardino, ci controllino e tramino contro di noi, o ancora la sensazione di essere "bersaglio" di ripetute azioni negative da parte di chi ci circonda.
6) Problemi della sfera sessuale:
Si tratta di tutti quei casi in cui la persona non riesce a vivere serenamente e con soddisfazione la sua vita sessuale. Possiamo includere in questa categoria:
A) Dolori o difficoltà durante il rapporto sessuale;
B) Impossibilità di raggiungere l'apice del piacere, accompagnata o meno da difficoltà ad avere l'orgasmo;
C) Disturbi della funzionalità sessuale (Problemi nel raggiungere o mantenere l'erezione, frigidità, eiaculazione precoce ecc.)
D) Eccessivo blocco emotivo nell'esporsi con il partner nelle situazioni di intimità;
E) Problemi legati alla propria identità di genere.
7) Problemi relazionali:
In questa vasta sfera entrano tutti quei casi che si verificano all'interno di una coppia, di una famiglia o di un gruppo, allorchè emergono difficoltà a gestire le relazioni tra le persone e i ruoli diventano confusi. Possiamo includere in questa categoria:
A) Problemi della relazione genitori-Figli;
B) Problemi della relazione tra partners;
C) Difficoltà nel sentirsi riconosciuti all'interno della famiglia e della coppia;
D) Problemi di interazione con colleghi, mobing ecc.
E) Disagio all'interno del proprio gruppo di amici, comunità, gruppo sportivo ecc.
8) Disturbi dell'infansia:
Per infansia intendiamo l'età che va dai 3 ai 12-13 anni. In questa fascia alcuni bambini manifestano problemi che sono oggetto di studio e di intervento della psicologia della Età Evolutiva. La Terapia Strategica non è orientata al trattamento diretto dei bambini, però lavora ugualmente su questo tipo di problemi, attraverso i genitori. Il bambino non viene mai visto dal terapeuta, anche per motivi di tutela che qui sarebbe lungo esporre. Si procede invece facendo sì che i genitori diventino terapeuti della figlia o del figlio nella vita di tutti i giorni.
In questa categoria possono rientrare:
A) Ansia, depressione, fobie ed altri disturbi che si ritrovano anche nell'adulto, ma assumono una conformazione specifica quando si manifestano a questa età
B) Disturbo dell'attenzione con iperattività: il bambino mostra una grande difficoltà a prestare attenzione a scuola e negli altri contesti della sua vita, spesso manifesta comportamenti iperattivi nelle situazioni che richiedono di star fermi e concentrati;
C) "Mutismo Elettivo": si chiama così tecnicamente l'attegiamento dei bambini che, in determinati contesti, si rifiutano categorigamente di proferire parola;
D) Tic: disturbo caratterizzato dal bisogno continuo di ripetere gesti e movimenti rapidi, che il bambino non riesce a trattenere;
E) Disturbo Oppositivo: il bambino si rifiuta sistematicamente di rispondere alle richieste che gli vengono dai genitori o da altri adulti, manifestando in alcuni casi anche reazioni violente;
F) Traumi infantili legati alla perdita di una persona cara o alla separazione dei genitori;
9) Problemi legati alla performance:
Nello sport, nello studio o sul lavoro, capita ogni tanto di sentirsi inadeguati o incapaci a raggiungere i risultati che ci sono richiesti. L'intervento terapeutico diventa in questo caso quasi un coaching operativo, che conduce la persona ad essere maggiormente fiduciosa nelle proprie possibilità, costruendo se necessario insieme il percorso che porterà al risultato, proprio quel risultato che inizialmente appariva irraggiungibile.
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