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Dott. Giammario Mascolo

Terapia Breve Strategica ed Ipnosi
Roma nord-est, Roma sud-ovest e Cicciano (Napoli)
Albo Regionale Psicologi Lazio n.10467
Specialista in Terapia Breve Strategica ed in Ipnosi Ericksoniana, psicoterapeuta ufficiale e ricercatore del Centro di Terapia Strategica di Arezzo diretto da Giorgio Nardone - membro della Società Italiana di Ipnosi
"La coscienza uno di quei bastoni che ciascuno brandisce per picchiare il suo vicino e del quale non si serve mai per se stesso."
O. De Balzac

Panoramica dei problemi psicologici più trattati presso i miei studi


"Depressione, ansia, panico, esaurimento, sindrome bipolare o ansioso-depressiva, ossessioni, compulsioni..."
Dare un nome diagnostico ai problemi psicologici per molti una priorit: "Prima etichetto il problema, poi posso curarlo".
Per la Terapia Strategica, invece, non cos. Noi preferiamo concentrarci sul funzionamento dei meccanismi psicologici "inceppati" e puntare a sbloccarli, piuttosto che su una diagnosi.
Spesso per mi viene chiesto in quale campo il nostro metodo sia pi efficace. Per rispondere a questa domanda, dunque, mi sembra giusto elencare gli ambiti nei quali l'aiuto di un terapeuta strategico può funzionare meglio.

Per informazioni pi specifiche sui problemi psicologici, sui loro nomi e sulle caratteristiche diagnostiche, in Internet si trova moltissimo materiale. La guida più autorevole in materia un Manuale Diagnostico ufficiale, chiamato "DSM" ed utilizzato anche in psichiatria, giunto in italiano alla edizione 5.
Per dare un'idea della sua complessità si consideri che riporta un elenco minuzioso di tutte quelle che sono ritenute patologie, distribuendole su cinque "assi", il tutto per un totale, nell'edizione italiana, di 1092 pagine.

Ho scritto un articolo tempo fa sul tema dell'etichettatura psicopatologica e sui suoi possibili rischi, pubblicato anche su questo sito nella pagina delle pubblicazioni, area "Il Meridiano Ciclo sulla cura del Disagio Psicologico".
La vastità dell'argomento uno dei motivi per cui non intendo proporre qui una lista esaustiva, vorrei elencare i problemi con i quali mi confronto pi spesso e con i quali le nostre tecniche funzionano meglio.

1) Disturbi d'ansia:


Si tratta di problemi che si esprimono di solito con una sensazione di paura e di difficoltà a controllare le proprie reazioni. Secondo una antica distinzione le paure umane possono essere ricondotte a tre timori ancestrali: paura dell'abbandono, paura di non essere all'altezza, paura di perdere il controllo. Questi disturbi portano spesso con s anche sintomi viscerali come tachicardia, sudore freddo, respiro affannato, tremore e cos via. In questa classe di problemi possiamo far rientrare:
A) Le fobie specifiche: paura di stare in luoghi chiusi (claustrofobia) o spazi aperti (agorafobia), paura di volare, paura di esporsi o paura di parlare in pubblico, ansia da prestazione, paura di animali, paura dell'altezza, paura dello sporco e delle contaminazioni, fobia dell'acqua ecc. Un metodo specifico è stato messo appunto per la Paura degli aghi e delle siringhe.
B) Gli Attacchi di panico, molto diffusi negli ultimi anni, che si manifestano con una crisi d'ansia improvvisa e violenta, accompagnata da sintomi fisici di eccessiva attivazione quali: battito cardiaco accelerato, sudore freddo, respiro affannato, sensazione di soffocamento, tremore, nausea ecc.
C) L'Ipocondria o paura di aver contratto / essere a rischio di malattie, legata o meno alla continua ricerca e identificazione sul proprio corpo di segnali e sintomi che la giustificano.
D) L'Ansia sociale: si definisce cos la difficolt a vivere con piacere e soddisfazione le situazioni sociali, di gruppo, di svago insieme ad altre persone. Non va confusa con la paura di parlare in pubblico, che ha invece un meccanismo diverso.
E) La eritrofobia (o paura di arrossire), che per molti grande motivo di disagio nello stare con altre persone e godersi momenti di svago o di relax.
F) La paura di perdere il controllo e fare cose "folli".

2) Problemi legati allo stato dell'umore:


Si manifestano di solito con una sensazione di tristezza eccessiva, impotenza, delusione, scoramento, oppure con una euforia e difficoltà a regolare i propri comportamenti. In questa categoria possiamo includere:
A) La Depressione nelle sue varie forme, da quelle più lievi a quelle più severe, caratterizzate tutte da una mancanza di fiducia nelle proprie possibilità o nelle possibilità che il mondo e le altre persone ci offrono. Normalmente è presente anche una grandissima e apparentemente irreparabile sensazione di tristezza e di sconforto;
B) Gli stati di umore cosiddetti "Bipolari", cioè soggetti a continui e bruschi salti, da una euforia eccessiva ed incontrollabile ad una tristezza disarmante.

3) Disturbi Ossessivo-Compulsivi:


Si tratta di tutti quei casi in cui la persona sente una spinta irrefrenabile a ripetere certi rituali, certi comportamenti, o certi evitamenti. In questa categoria possiamo includere:
A) Compulsioni comportamentali, con il bisogno continuo ed incontrollabile di ripetere determinate azioni (lavaggi della casa o della persona, rituali "magici" ecc.); oppure di controllare continuamente la chiusura dei rubinetti del gas e dell'acqua, delle finestre e delle porte di casa, delle portiere dell'auto, la corretta sistemazione di oggetti e cos via;
B) Bisogno incontrollabile e continuo di evitare il contatto con qualcosa: (animali, luoghi, persone, colori ecc.);
C) Pensieri intrusivi, pensieri che non si vorrebbe avere, ma che ritornano in maniera compulsiva e disturbante; oppure compulsione continua a ripetere formule mentali, frasi, conteggi, calcoli matematici ecc.
D) Bisogno incontrollabile di compiere continuamente rituali di auto-punizione per un errore commesso o per una sofferenza causata a qualcuno;
E) Ludopatia (gioco d'azzardo patologico), mania dello shopping, bisogno di danneggiare il proprio corpo (autolesionismo), e altri disturbi in cui la persona non riesce a regolarsi e limitarsi in un comportamento specifico.

4) Disturbi alimentari:


In questa categoria si possono includere:
A) Spinta irrefrenabile a mangiare ed abbuffarsi (bulimia);
B) Astinenza forzata dal cibo con tendenza alla perdita eccessiva di peso (anoressia);
C) Alternanza continua tra digiuni e mega-abbuffate, accompagnata tal volta da sensi di colpa per la propria incapacità a controllarsi (Binge eating);
D) Compulsione continua a mangiare e poi compensare col vomito o altre condotte simili (vomiting).

5) Dubbi e domande disturbanti:

Sono tutti quei casi in cui la persona è continuamente perseguitata da dubbi o domande, sullo stesso tema o su temi variabili, al punto da non riuscire ad avere una vita serena. In questa categoria rientrano anche le ossessioni sul comportamento degli altri nei nostri confronti, la sensazione che ci osservino, ci giudichino, ci controllino e tramino contro di noi, o ancora la sensazione di essere "bersaglio" di ripetute azioni negative da parte di chi ci circonda.

6) Problemi sessuali:


Si tratta di tutti quei casi in cui la persona non riesce a vivere serenamente e con soddisfazione la sua vita sessuale. Possiamo includere in questa categoria:
A) Dolori o difficoltà durante il rapporto sessuale (vaginismo, dispareunia e simili);
B) Impossibilità di raggiungere l'apice del piacere (frigidità nelle sue varie forme);
C) Disturbi della funzionalità sessuale: (disturbi dell'erezione, impotenza ed eiaculazione precoce per gli uomini, anorgasmia o simili per uomini e donne);
D) Eccessivo blocco emotivo nell'esporsi e mostrarsi nudi con il partner nelle situazioni di intimità;
E) Disturbi del desiderio sessuale con evitamento o avversione verso il contatto intimo;
F) Problemi nel riconoscere o dichiarare la propria identità di genere e il proprio orientamento sessuale.

7) Problemi post-traumatici:


In questa categoria rientrano tutti i problemi psicologici derivanti da un trauma o da un lutto subito. I problemi con i quali il nostro metodo particolarmente efficace sono:
A) Disturbo post-traumatico da stress (PTSD), un disturbo ben preciso, identificato e descritto molto dettagliatamente dalla letteratura, che si manifesta con un rivivere continuamente e pi volte al giorno l'evento traumatico, anche sotto forma di incubi, evitamento degli stimoli e delle situazioni che in qualche modo richiamano l'episodio traumatico, con conseguente distacco dalla realt e dalla vita sociale, iperattivazione e problemi nel ciclo sonno-veglia.
Il Disturbo Post-traumatico da Stress collegato ad eventi che non necessariamente sono traumatici per chiunque, sufficiente che la persona li abbia vissuti come tali.
B) Lutto e Perdita, quel periodo che segue inevitabilmente alla perdita di una persona cara, di un animale, o anche di una capacit fisica; si caratterizza per alcuni sintomi anche in questo caso ben noti, i quali servono all'organismo psicofisico per abituarsi gradualmente alla nuova realt. Tal volta, tuttavia, questo processo di adattamento si blocca in una delle sue fasi, rendendo impossibile l'evoluzione a quelle successive e bloccando di conseguenza la persona in un "Lutto patologico";
C) Separazione e divorzio, eventi che nella vita di una persona possono dare vita a reazioni molto specifiche. La perdita in campo amoroso costituisce un caso particolare di lutto. La persona che stata "persa", infatti, non scomparsa, non ha smesso di vivere, ma ancora presente nel mondo, spesso con lei/lui si hanno ancora rapporti di frequentazione per vari motivi. Tutto questo rende la separazione sentimentale un problema specifico, che necessita di tecniche appositamente studiate.

8) Problemi relazionali:


In questa vasta sfera entrano tutti quei casi che si verificano all'interno di una coppia, di una famiglia o di un gruppo, allorch emergono difficoltà a gestire le relazioni tra le persone e i ruoli diventano confusi. Possiamo includere in questa categoria:
A) Problemi della relazione genitori-figli, che si manifestano spesso con una difficolt nel definire e far rispettare i ruoli familiari;
B) Problemi della relazione tra partners: il lavoro con le coppie, dal mio punto di vista, sempre un lavoro sulla comunicazione, che deve puntare a costruire o ristabilire la complicit e la sintonia tra i due. Una coppia costituisce una entit che pi della somma dei due singoli che la compongono, quindi il lavoro terapeutico non pu essere svolto con uno solo, ma deve coinvolgere quasi sempre entrambi;
C) Insicurezza e carenza di autostima: sono due concetti dei quali si scrive e si dice molto sui giornali, in televisione e in molti libri di psicologia divulgativa. A tutti capita qualche volta di sentirsi insicuri, o avere poca stima nella capacit di portare a termine un certo compito; quando per queste sensazioni sono costanti e ripetute nel tempo, pu nascere un vero e proprio blocco nella relazione con gli altri, accompagnato dalla sensazione di non essere mai all'altezza delle situazioni sociali vissute;
D) Dipendenza affettiva, che si può manifestare verso una persona in particolare o ripetersi nel tempo con persone diverse;
E) Difficoltà nel sentirsi riconosciuti all'interno della famiglia e della coppia;
F) Problemi di interazione con colleghi, mobbing e simili;
G) Disagio all'interno del proprio gruppo di amici, comunità, gruppo sportivo ecc.

9) Disturbi dell'infanzia:


Per infanzia intendiamo l'età che va dai 3 ai 12-13 anni. In questa fascia alcuni bambini manifestano problemi che sono oggetto di studio e di intervento della psicologia della Età Evolutiva. La Terapia Strategica non è orientata al trattamento diretto dei bambini, però lavora ugualmente su questo tipo di problemi, attraverso i genitori. Il bambino non viene quasi mai visto dal terapeuta, anche per motivi di tutela che qui sarebbe lungo esporre. Si procede invece facendo sì che i genitori diventino essi stessi terapeuti della figlia o del figlio nella vita di tutti i giorni.
In questa categoria possono rientrare:
A) Ansia, depressione, fobie ed altri disturbi che si ritrovano anche nell'adulto, ma assumono una conformazione specifica quando si manifestano a questa et;
B) Disturbo dell'attenzione con iperattività: il bambino mostra una grande difficoltà a prestare attenzione a scuola e negli altri contesti della sua vita, spesso manifesta comportamenti iperattivi nelle situazioni che richiedono di star fermi e concentrati;
C) "Mutismo Elettivo": si chiama così tecnicamente l'atteggiamento dei bambini che, in determinati contesti, si rifiutano categoricamente di proferire parola;
D) Tic: disturbo caratterizzato dal bisogno continuo di ripetere gesti e movimenti rapidi, che il bambino non riesce a trattenere;
E) Disturbo Oppositivo: il bambino si rifiuta sistematicamente di rispondere alle richieste che gli vengono dai genitori o da altri adulti, manifestando in alcuni casi anche reazioni violente;
F) Traumi infantili legati alla perdita di una persona cara o alla separazione dei genitori.

10) Problemi di performance:


Nello sport, nello studio o sul lavoro, capita ogni tanto di sentirsi inadeguati o incapaci a raggiungere i risultati che ci sono richiesti. L'intervento terapeutico diventa in questo caso quasi un coaching operativo, che conduce la persona ad essere maggiormente fiduciosa nelle proprie possibilità, costruendo se necessario insieme il percorso che porterà al risultato, proprio quel risultato che inizialmente appariva irraggiungibile.

Per maggiori chiarimenti e richieste di consulenza specifica consultare la pagina Per contattarmi.

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